Sei quiBlog / blog di fabricadeitalenti / Gli inibitori allo sviluppo del nostro territorio

Gli inibitori allo sviluppo del nostro territorio

: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/fabricadeitalenti.it/httpdocs/includes/unicode.inc on line 311.

By fabricadeitalenti - Posted on 24 Giugno 2008

Il nostro territorio ha perso completamente la capacità di attrarre investimenti; stiamo assistendo ogni giorno ad una inevitabile ed inarrestabile emorragia di aziende e di posti di lavoro.

C’è la necessità di trovare nuove strategie, un “punto di rottura” che faccia ripartire il volano dello sviluppo.

Una dei problemi maggiori del nostro territorio sia l'assenza di una classe dirigente capace di avere una visione strategica. Per me classe dirigente, significa assumersi la responsabilità di consegnare ai propri figli un territorio mogliore di come l'abbiamo ricevuto.

L'assenza di una classe dirigente "illuminata" è sicuramente uno dei motivi che "inibiscono" la crescita e lo sviluppo di un territorio. La ciociaria ha dalla sua parte una incredibile sedimentazione di storia e tradizioni che si traducono in quella che più astrattamente chiamiamo "cultura". Ma la cultura non può durare per sempre e non può conservarsi intatta senza interventi di riscoperta-valorizzazione e promozione che non siano occasionali e fini a se stessi. Di festival, feste, sagre e quant'altro ne esistono a bizzeffe ma raramente escono fuori dal microscopico territorio di riferimento per diventare un vero strumento di valorizzazione della provincia nel suo complesso e soprattutto volano di una crescita economica in grado di attirare talenti sul territorio. Purtroppo la ciociaria non attrae, la ciociaria perde i propri talenti... e in tutta franchezza sono felicemente stupito dell'iniziativa Fabrica dei Talenti... è un buon segnale ma bisogna lavorare, coinvolgere tutti gli attori locali, dalla P.A. al cittadino, all'industria... bisogna condividere un progetto di rilancio... bisogna credere che la cultura non sia soltanto "passatempo", ma il nostro terreno di riferimento comune che può contribuire al miglioramento della qualità della vita nel suo complesso.

Emiliano Diamanti

un ciociaro emigrato